{"id":1109,"date":"2011-05-03T15:25:03","date_gmt":"2011-05-03T14:25:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donatantonio.net\/blog\/?p=1109"},"modified":"2011-05-18T11:33:43","modified_gmt":"2011-05-18T10:33:43","slug":"ipertesti-ipermedia-e-multimedialita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donatantonio.net\/blog\/guide_tutorial\/htmlcss\/ipertesti-ipermedia-e-multimedialita\/","title":{"rendered":"Ipertesti, ipermedia e multimedialit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"paragrafo\">Le origini<\/h3>\n<p>Il concetto di rete e condivisione esiste gi\u00e0 dalla fine degli anni <em>\u201860<\/em>, ma solo nei primi anni <em>\u201890 <\/em>un gruppo di ricercatori del <strong>CERN di Ginevra<\/strong>, capitanati da <strong>Tim Berners-Lee<\/strong>, <strong>Robert Cailliau <\/strong>e <strong>Carl Barker <\/strong>cercarono di realizzare il progetto di rendere pubblicamente accessibili documenti di testo interconnessi tra loro e con file di suoni e immagini.<br \/>\nNonostante fossero fisici gli inventori del web ebbero un\u2019idea di natura profondamente \u201c<em>umanistica<\/em>\u201d: scrivere, scambiare, archiviare e organizzare informazioni.<br \/>\nUn <strong>ipertesto<\/strong> quindi \u00e8 un tipo di strutturazione delle informazioni in forma non necessariamente unilineare, tipica del mondo digitale, in cui i singoli blocchi di informazione (\u201c<em>nodi<\/em>\u201d) sono collegati tra di loro da legami (\u201c<em>links<\/em>\u201d).<\/p>\n<div><img class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.donatantonio.net\/img_html\/ipertesto.jpg\" alt=\"Ipertesto\" \/><\/div>\n<p>La caratteristica principale di un ipertesto \u00e8 che la lettura pu\u00f2 svolgersi in maniera non lineare: qualsiasi documento della rete pu\u00f2 essere &#8220;il successivo&#8221;, in base alla scelta del lettore di quale link (o parola chiave) usare.<br \/>\nNonostante ci\u00f2 le somiglianze tra un ipertesto e un testo a stampa di carattere erudito sono pi\u00f9 numerose di quanto si pensi.<br \/>\nNei testi a stampa i sommari, gli indici analitici, i rimandi interni a note di approfondimento e ad apparati iconografici, come anche i rimandi esterni ad altri testi costituiscono altrettanti legami ipertestuali.<br \/>\nL\u2019ipertesto deve il suo successo grazie al fatto che <em>riflette meglio il nostro modo di pensare <\/em>e il modo in cui funziona il nostro cervello. Di conseguenza non \u00e8 da vedersi come una tecnologia, ma semplicemente un modo efficiente e logico di organizzare l\u2019informazione.<\/p>\n<h3 class=\"paragrafo\">Le strutture compositive dell&#8217;ipertesto.<\/h3>\n<p>Come detto le strutture che compongono un ipertesto sono:<br \/>\n<strong><em>il nodo;<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>il legame;<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>le mappe di navigazione<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Il <strong>nodo ipertestuale <\/strong>\u00e8 uno spazio di informazione che si identifica con lo schermo del computer e pu\u00f2 contenere dati e informazioni di varia natura. La dimensione del nodo dipende esclusivamente dalla volont\u00e0 dell&#8217;autore e comporta scelte di segmentazione o<br \/>\nmodularizzazione dell&#8217;informazione che si sta organizzando.<br \/>\nCreare informazione modularizzata significa determinare i confini al flusso del discorso, ritagliando il testo in insiemi e sottoinsiemi tematici.<br \/>\nIl <strong>link<\/strong> (o <strong>legame<\/strong>) \u00e8 una struttura di collegamento che unisce con estrema facilit\u00e0 e rapidit\u00e0 nodi diversi dell\u2019ipertesto, permettendo in questo modo al lettore la possibilit\u00e0 di esaminare i contenuti secondo un modello di lettura esplorativa.<br \/>\nLa <strong>mappa di navigazione <\/strong>\u00e8 un nodo speciale che contiene la rappresentazione grafica di tutti i nodi dell\u2019ipertesto.<br \/>\nIl lettore pu\u00f2 utilizzare questo strumento per orientarsi, evitando cos\u00ec fenomeni di <em>disorientamento<\/em> e allo stesso tempo per muoversi pi\u00f9 agevolmente all\u2019interno della rete di nodi e legami. La mappa in definitiva pu\u00f2 identificarsi come una sorte di indice o menu che raccoglie i link ai vari nodi.<\/p>\n<h3 class=\"paragrafo\">Non sequenzialit\u00e0 e multilinearit\u00e0 dell&#8217;ipertesto.<\/h3>\n<p>Il carattere non sequenziale dell\u2019ipertesto non esclude una sua particolare forma di linearit\u00e0.<br \/>\nNegli ambienti ipertestuali si procede per scelta del lettore che seleziona, secondo i suoi criteri di curiosit\u00e0 e di conoscenza, percorsi di lettura associativa, in taluni casi neanche prevedibili dallo stesso autore che li ha predisposti.<br \/>\nIl risultato di questo attraversamento rimane comunque una linea sulla quale si collocano in successione i nodi di testo, cos\u00ec come vengono ordinati dall\u2019azione del singolo lettore. Per questo motivo si pu\u00f2 parlare di <strong>multi-linearit\u00e0 <\/strong>dell\u2019ipertesto.<\/p>\n<h3 class=\"paragrafo\">Dall&#8217;ipertesto all&#8217;ipermedia.<\/h3>\n<p>In origine l\u2019ipertesto era composto esclusivamente da una serie di testi e conseguenti link di collegamento.<br \/>\nCiascun testo era organizzato in maniera semplice, solitamente un titolo e quindi il testo nel quale comparivano di tanto in tanto riferimenti ad altri testi raggiungibili attraverso l\u2019utilizzo delle parole evidenziate.<br \/>\nLo sviluppo sempre maggiore della tecnologia informatica e la conseguente progettazione e realizzazione di strumenti per la visualizzazione dei contenuti ha permesso l\u2019evoluzione degli ipertesti verso la multimedialit\u00e0.<br \/>\nGrazie al moderno PC si \u00e8 automatizzato il passaggio da un documento all\u2019altro e il proliferare di interfacce grafiche ha dato vita a numerosi ipertesti con un livello di interattivit\u00e0 sempre maggiore.<br \/>\nBasti pensare che oggi qualunque ipertesto \u00e8 multimediale perch\u00e9 oltre che a contenere e organizzare informazioni testuali, ingloba al suo interno immagini, suoni, video e animazioni.<br \/>\nUn\u2019<strong>ipermedia<\/strong> non \u00e8 altro che l\u2019evoluzione naturale degli ipertesti verso il mondo web che attualmente ci circonda, composto non solo da testo ma da numerosi oggetti multimediali.<\/p>\n<div><img class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.donatantonio.net\/img_html\/ipermedia.jpg\" alt=\"Ipermedia\" \/><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le origini<\/p>\n<p>Il concetto di rete e condivisione esiste gi\u00e0 dalla fine degli anni <em>\u201860<\/em>, ma solo nei primi anni <em>\u201890 <\/em>un gruppo di ricercatori del CERN di Ginevra, capitanati da Tim Berners-Lee, Robert Cailliau e Carl Barker cercarono di realizzare il progetto di rendere pubblicamente accessibili documenti di testo interconnessi tra loro e con file di suoni e immagini.<br \/>\nNonostante fossero fisici gli inventori del web ebbero un\u2019idea di natura profondamente \u201c<em>umanistica<\/em>\u201d: scrivere, scambiare, archiviare e organizzare informazioni.<br \/>\nUn ipertesto quindi \u00e8 un tipo di strutturazione delle informazioni in forma non necessariamente unilineare, tipica del mondo digitale, in cui i singoli blocchi di informazione (\u201c<em>nodi<\/em>\u201d) sono collegati tra di loro da legami (\u201c<em>links<\/em>\u201d).<\/p>\n<p>La caratteristica principale di un ipertesto \u00e8 che la lettura pu\u00f2 svolgersi in maniera non lineare: qualsiasi documento della rete pu\u00f2 essere &#8220;il successivo&#8221;, in base alla scelta del lettore di quale link (o parola chiave) usare.<br \/>\nNonostante ci\u00f2 le somiglianze tra un ipertesto e un testo a stampa di carattere erudito sono pi\u00f9 numerose di quanto si pensi.<br \/>\nNei testi a stampa i sommari, gli indici analitici, i rimandi interni a note di approfondimento e ad apparati iconografici, come anche i rimandi esterni ad altri testi costituiscono altrettanti legami ipertestuali.<br \/>\nL\u2019ipertesto deve il suo successo grazie al fatto che <em>riflette meglio il nostro modo di pensare <\/em>e il modo in cui funziona il nostro cervello. Di conseguenza non \u00e8 da vedersi come una tecnologia, ma semplicemente un modo efficiente e logico di organizzare l\u2019informazione.<\/p>\n<p>Le strutture compositive dell&#8217;ipertesto.<\/p>\n<p>Come detto le strutture che compongono un ipertesto sono:<br \/>\n<em>il nodo;<\/em><br \/>\n<em>il legame;<\/em><br \/>\n<em>le mappe di navigazione<\/em>.<\/p>\n<p>Il nodo ipertestuale \u00e8 uno spazio di informazione che si identifica con lo schermo del computer e pu\u00f2 contenere dati e informazioni di varia natura. La dimensione del nodo dipende esclusivamente dalla volont\u00e0 dell&#8217;autore e comporta scelte di segmentazione o<br \/>\nmodularizzazione dell&#8217;informazione che si sta organizzando.<br \/>\nCreare informazione modularizzata significa determinare i confini al flusso del discorso, ritagliando il testo in insiemi e sottoinsiemi tematici.<br \/>\nIl link (o legame) \u00e8 una struttura di collegamento che unisce con estrema facilit\u00e0 e rapidit\u00e0 nodi diversi dell\u2019ipertesto, permettendo in questo modo al lettore la possibilit\u00e0 di esaminare i contenuti secondo un modello di lettura esplorativa.<br \/>\nLa mappa di navigazione \u00e8 un nodo speciale che contiene la rappresentazione grafica di tutti i nodi dell\u2019ipertesto.<br \/>\nIl lettore pu\u00f2 utilizzare questo strumento per orientarsi, evitando cos\u00ec fenomeni di <em>disorientamento<\/em> e allo stesso tempo per muoversi pi\u00f9 agevolmente all\u2019interno della rete di nodi e legami. La mappa in definitiva pu\u00f2 identificarsi come una sorte di indice o menu che raccoglie i link ai vari nodi.<\/p>\n<p>Non sequenzialit\u00e0 e multilinearit\u00e0 dell&#8217;ipertesto.<\/p>\n<p>Il carattere non sequenziale dell\u2019ipertesto non esclude una sua particolare forma di linearit\u00e0.<br \/>\nNegli ambienti ipertestuali si procede per scelta del lettore che seleziona, secondo i suoi criteri di curiosit\u00e0 e di conoscenza, percorsi di lettura associativa, in taluni casi neanche prevedibili dallo stesso autore che li ha predisposti.<br \/>\nIl risultato di questo attraversamento rimane comunque una linea sulla quale si collocano in successione i nodi di testo, cos\u00ec come vengono ordinati dall\u2019azione del singolo lettore. Per questo motivo si pu\u00f2 parlare di multi-linearit\u00e0 dell\u2019ipertesto.<\/p>\n<p>Dall&#8217;ipertesto all&#8217;ipermedia.<\/p>\n<p>In origine l\u2019ipertesto era composto esclusivamente da una serie di testi e conseguenti link di collegamento.<br \/>\nCiascun testo era organizzato in maniera semplice, solitamente un titolo e quindi il testo nel quale comparivano di tanto in tanto riferimenti ad altri testi raggiungibili attraverso l\u2019utilizzo delle parole evidenziate.<br \/>\nLo sviluppo sempre maggiore della tecnologia informatica e la conseguente progettazione e realizzazione di strumenti per la visualizzazione dei contenuti ha permesso l\u2019evoluzione degli ipertesti verso la multimedialit\u00e0.<br \/>\nGrazie al moderno PC si \u00e8 automatizzato il passaggio da un documento all\u2019altro e il proliferare di interfacce grafiche ha dato vita a numerosi ipertesti con un livello di interattivit\u00e0 sempre maggiore.<br \/>\nBasti pensare che oggi qualunque ipertesto \u00e8 multimediale perch\u00e9 oltre che a contenere e organizzare informazioni testuali, ingloba al suo interno immagini, suoni, video e animazioni.<br \/>\nUn\u2019ipermedia non \u00e8 altro che l\u2019evoluzione naturale degli ipertesti verso il mondo web che attualmente ci circonda, composto non solo da testo ma da numerosi oggetti multimediali.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[237],"tags":[172,239,238],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donatantonio.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1109"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donatantonio.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donatantonio.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donatantonio.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donatantonio.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1109"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.donatantonio.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1109\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donatantonio.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1109"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donatantonio.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1109"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donatantonio.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1109"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}